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UN ANNO IN MAREMMA

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Che calma! Qui il silenzio era legato a così forte catena che anche il picchio operoso con il  suo suono faceva più tranquillo l’ inviolato, riposante sogno né il nostro tranquillo respiro, con il suo dolce moto, turbava la quiete che ci cresceva intorno…
                                                                                                Tratto da……Sensazioni poesia di  Milly Nale
PREFAZIONE.
Due tristi  avvenimenti sono venuti ad offuscare la nostra vita, dopo che ho scritto questo libro. Beppe definito da me “ l’etrusco “ è morto. Era un affascinante vecchio signore, una figura caratteristica e rappresentativa del suo ambiente, un uomo fuori dal comune, molto amato da alcuni, da altri meno. Io non l’ho mai voluto giudicare e l’ho sempre apprezzato per i suoi suggerimenti. Anche il mio grande amico Giuliano è mancato. A lui è dedicato questo libro, perché anche attraverso i suoi occhi ho imparato ad amare questo incantevole territorio ed in particolare  a fare   delle nuove esperienze di vita e che si sono dimostrate “ un viaggio psicologico esplorativo e conoscitivo in Terra di Maremma.”A parte questo, la vita qui continua con il suo ritmo: tutto è lento, caldo e piacevole in estate, lento freddo e piacevole in inverno. Sono passati più di dieci anni da quel giorno in cui abbiamo voluto caparbiamente e anche un po’ inconsciamente intraprendere questo nostro viaggio verso “ l’Ignota Palude”.Siamo così partiti senza tanto pensarci e senza tante aspettative, alla scoperta solo di un qualcosa di nuovo ed è così che sono più di dieci anni che viviamo qui e non abbiamo mai rimpianto la nostra trascorsa vita. Solo una nube offusca il nostro orizzonte ma non è una nube tossica. Corrono voci inquietanti riguardo a quello che i nostri amici locali definiscono un “ boom turistico “. Si dice che la Maremma prossimamente potrebbe diventare la California della Europa. Spero che queste previsioni non si avverino. Questa prospettiva risveglia in me visioni di fanatici amanti del relax, in tenuta da ginnastica color pastello, percorrere le solitarie stradine sterrate che si perdono nei campi, o di telefonini portatili squillanti ai bordi di piscine costruite nei tradizionali, traballanti, vecchi casali riuscire a turbare una quiete secolare, o di distese di verde trasformate in aree golfistiche, popolate da rumorosi “ motorini - porta sacche “ Ancora oggi però posso guardare dalla mia finestra senz’altro scorgere che vigneti, ulivi e colline, senz’altro sentire che la bestemmia del mio vicino che maledice il suo trattore in panne. Egli finirà a mezzogiorno e ritornerà a casa dalla sua donna per il pasto. Dopo spedirà la moglie dal meccanico per riparare il trattore mentre lui andrà a caccia con il suo cane. La siccità dell’estate, gli incendi e i pesticidi hanno allontanato quasi tutta la selvaggina delle zona ma il cacciatore è ottimista. Se nessuna lepre, nessuna pernice o nessun fagiano non sentiranno la necessità  di trovarsi davanti al suo fucile, tanto peggio.
Domani sarà un altro giorno. Natale si avvicina: è il momento di ordinare le ostriche, il patè, i saporiti tartufi neri e qualche aragostina.  Di pensare ai regali. È il momento di prometterci che quest’anno non mancheremo alla Messa di mezzanotte nella vecchia parrocchia di San Lorenzo. Sono più di dieci anni che abbiamo l’intenzione di andare e sono più di dieci anni che ci lasciamo trascinare dal fascino di una cenetta intima davanti al camino acceso. Sazi e un po’ insonnoliti, mettiamo il naso fuori nel freddo. Contempliamo l’albero di Natale che formano le stelle lassù nel cielo e ci diciamo: che fortuna che abbiamo nel vivere qui. Sarà sicuramente così anche quest’anno.  

Autore: Milly Nale





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