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Art Attack

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L’arte contemporanea come strumento di comunicazione.
È stato il tema principale dell’incontro, dal titolo “Art Attack, come l'’Arte invade il mondo della comunicazione“, che si è tenuto mercoledì 17 febbraio scorso presso il Circolo della Stampa di Milano. Condotto dalla critica d’arte Chiara Canali e organizzato in collaborazione con l’Associazione GSA, l’incontro ha avuto come ospiti:
Valerio Berrutti, artista presente all’ultima Biennale di Venezia e autore della copertina dell’album di Lucio Dalla “Angoli nel cielo”; Bros, uno dei più noti street artist italiani, autore dell’auto-manifesto pubblicitario realizzato sui 750 mq del cantiere infinito di piazza Tricolore a Milano;
Thomas Berra, ideatore di “Sold Out”, rassegna tenutasi nel maggio 2008 in un’area dismessa di un supermercato, che ha coinvolto un collettivo di 40 giovani artisti e oltre 10mila visitatori;
Cris Nulli, uno degli ideatori del social format dal titolo “Why not?”, incontri sul tema sull’arte e della comunicazione, capaci di coinvolgere professionisti di vari settori.
L’intento dell’incontro era quello di dimostrare come l’arte contemporanea, nelle sue diverse forme e linguaggi, codificati all’interno del sistema dell’arte e liberi di esprimersi in autonomia da ogni intermediario, sia oggi sempre più in grado di influenzare il mondo della comunicazione mediale e multimediale.
Sia il panorama visivo delle nostre città sia i diversi ambiti della cultura, della moda, della comunicazione possono infatti essere profondamente permeati dalle suggestioni e dagli stimoli degli artisti contemporanei, riuscendo a coinvolgere strati sempre più ampi della società al di là della torre d’avorio elitaria e autoreferenziale in cui spesso l’arte in generale è rinchiusa.
Ne è un esempio proprio il fenomeno della Street Art che, in maniera preponderante, ha preso piede nelle città italiane, attirando l’attenzione di un pubblico sempre più vasto di fruitori.
Dello stesso ordine di idee è il fecondo e proficuo scambio tra arte e design nella customizzazione di oggetti di uso quotidiano e di capi di abbigliamento free style e nello spazio sempre più ampio dedicato al merchandising all’interno dei bookshop dei musei e delle mostre temporanee.

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