Stop all'informazione Gratis
Probabilmente, nei prossimi mesi, le news online gratuite diventeranno merce rara.
Almeno dalle parti dei principali quotidiani mondiali, nel corso dell’anno dettisi più volte favorevoli a far pagare ai lettori le notizie contenute nei loro siti.
Primo a farlo è stato Rupert Murdoch, numero uno di News Corp, poi a ruota i gruppi Axel Springer, Verlag e MediaNews Group.
Tutti uniti nel fronte di chi è stanco di offrire informazione e intrattenimento online senza ricevere in cambio un euro, mentre latitano modelli di business alternativi praticabili e i magnifi ci fasti dell’advertising online si sono tradotti in una crescita contenuta ma non certo suffi ciente a tenere in piedi, da sola, un comparto così articolato e complesso.
Intanto, circa 700 quotidiani online hanno espresso interesse per piattaforme che consentono il pagamento delle news,
come quella sviluppata dalla start-up americana Journalism Online.
Insomma, il mercato si appresta ad abbandonare l’idea di un web gratuito sul lato notizie, nonostante alcuni esperimenti passati nella stessa direzione si siano rivelati fallimentari.
Non sarà facile spiegare a miliardi di persone che, dopo dieci anni di letture gratuite, dovranno mettere mano alla carta di
credito per poter leggere le loro notizie preferite. Come se non bastasse, le idee a riguardo sono le più disparate. Il Newport Daily News, quotidiano locale del Rhode Island, fa pagare un super-abbonamento di 345 dollari l’anno in cambio dell’accesso completo a news e archivio. Altri giornali cercano di prendere tempo, se non altro perché nel frattempo si è scoperto che mediamente gli abbonati potenziali non sono mai più del 2-3% del totale lettori attuale.
Un problema di cui, finora, non si era tenuto conto a sufficienza. (da Today Pubblicità)


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