Da qualche anno si è sentito parlare con una certa frequenza della meningite, cosa che ha provocato un certo allarmismo in chi ha bambini in età scolare. Per fortuna la meningite, un’infiammazione delle membrane che ricoprono il cervello, è un evento piuttosto raro, ma effettivamente le fasce di età più a rischio riguardano, purtroppo, i giovani e le comunità infantili e, data la potenziale pericolosità della malattia, che può avere esito fatale, è opportuno saperla diagnosticare in tempo. La meningite è causata principalmente da un’infezione batterica o virale: la m. virale è più rara e meno grave e ha un decorso che solitamente porta ad una remissione spontanea dei sintomi.Diverso è il discorso per le meningiti batteriche, che possono essere pneumococciche, meningococciche e da Haemophilus Influenzae tipo B. L’ultimo caso citato si è notevolmente ridotto da quando, nel 1995 è stato reso disponibile un vaccino specifico. La trasmissione della malattia avviene attraverso colpi di tosse, goccioline di saliva, l’uso comune dello stesso bicchiere o delle stesse posate. Anche un banale raffreddore può essere sufficiente e d’inverno i luoghi chiusi e affollati rappresentano certamente un terreno favorevole per lo sviluppo della malattia.I sintomi più comuni sono dolori alla testa, febbre alta, fastidio per la luce e dolori muscolari, tutti disturbi che possono essere sovrapponibili a quelli dell’influenza. L’unico sintomo specifico della meningite è la rigidità nucale e a volte un eritema cutaneo.Nei bambini piccoli questi sintomi sono ancora più aspecifici, quindi al minimo sospetto è sempre meglio interpellare il medico di famiglia. La diagnosi certa può essere fatta mediante esame del liquido cefalorachidiano e la terapia nelle forme batteriche consiste nella somministrazione di antibiotici specifici. E’ necessario che anche i famigliari, e tutti coloro che hanno avuto contatti con il malato, attivino una specifica cura antibiotica preventiva, che sarà stabilita dal medico.Ogni anno in Italia i casi di meningite batterica sono circa un migliaio di cui il 10% con esito fatale, numeri tutto sommato contenuti e più bassi rispetto alla media europea, ma questa malattia fa ancora paura. Solo quando si riuscirà a immunizzare efficacemente la popolazione infantile per tutti i tipi di m. batterica così come già per la meningite da Hib, potremo dire di avere un’arma valida per la prevenzione.
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