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PARAMETRO
Sin dalla sua comparsa, l’automobile ha esercitato sull’immaginario delle persone e dei progettisti una forte influenza per la quale si è resa necessaria una diversa concezione della struttura urbana della città e una messa a punto di strumenti e metodologie per controllare l’impatto fisico del mezzo automobilistico sulla realtà. In questi ultimi decenni l’incremento della produzione di un bene ormai accessibile a tutti ha coinvolto la disciplina dell’architettura in modo ancora più evidente. Secondo la definizione formulata da Richard Ingersoll, curatore di «Parametro» 256, attraverso il jumpcut urbanism è possibile sostituire al luogo della scena fissa prospettica della vecchia strada a corridoio una nuova estetica urbana generata dal movimento e dalla combinazione di punti di vista differenziati, adottando una modalità attinente alle tecniche cinematografiche: è infatti una visione dinamica, accelerata e pluridirezionale quella che privilegia l’automobilista nell’osservare la città e il paesaggio dal finestrino della sua auto durante i suoi viaggi e spostamenti. A partire da tale posizione, i saggi raccolti in «Parametro» 256 affrontano le relazioni tra architettura, città e automobile. Sebastiano Brandolini racconta il sistema complesso della Tangenziale di Milano, Emilia Corradi ripercorre le vicende della costruzione dei Viadotti dell’Autosole, Filippo De Pieri e Paolo Scrivano conducono la loro analisi verso la scoperta degli Autogrill da parte degli italiani nell’immediato dopoguerra, Marco Perletti si sofferma sulle nuove architetture dell’autostrada con particolare attenzione all’opera di Jean Nouvel, Maurizio Bonizzi e Giovanni Franceschelli spiegano i recenti sviluppi di Barcellona funzionali al traffico automobilistico, Andrea Sciascia delinea un percorso tra alcuni noti progetti di architettura condizionati dalla presenza dell’automobile, da Otto Wagner a Dominique Perrault. Chiude il numero il saggio di Giovanni Corbellini sulle intense affinità che sono sempre esistite nel pensiero di Le Corbusier tra composizione architettonica, pianificazione urbana e automobile.
- Di cui un numero doppio
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