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EMILIO GOLA

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La pittura di Emilio Gola (1851-1923) nasce nell'ambito della scapigliatura lombarda.

Aristocratico milanese che dimorava nell'attuale Via Corridoni, Gola dimostrò fin da giovanissimo spiccate doti artistiche e fu incoraggiato dai genitori nello studio della pittura, che fece privatamente con Sebastiano De Albertis - il garibaldino famoso per i soggetti storici e militari - di cui apprese l'ottima tecnica pittorica. A sedici anni, durante un viaggio in Olanda con il padre, rimase impressionato da Rembrandt e in un viaggio successivo dai fiamminghi, che secondo Mascherpa influenzarono certi suoi "tagli" di vedute dei navigli e l'interesse per i soggetti popolani. A diciassette anni fece il primo di una serie di viaggi a Parigi per studiare da vicino l'impressionismo francese, che, secondo il nipote Emilio Gola jr, considerava " un momento del grande impressionismo universale ed eterno e quindi presente in ogni opera: lo stesso Michelangelo era per Gola un impressionista". Tenacemente attaccato alla sua ricerca pittorica riteneva di non seguire "né questa né quella, la mia!". Nel 1873 si laureò in ingegneria industriale al Politecnico di Milano, ma la sua vita era votata alla pittura: dal 1879 iniziò un'importante attività espositiva in Italia e all'estero, dove fu particolarmente apprezzato. Anche IL suo stile inconfondibile è erede della tradizione ottocentesca italiana filtrata da esperienze derivanti dai suoi viaggi in Europa, un verismo trasfigurato in cui prendono forma nelle vibrazioni del colore i soggetti colti nella loro immediatezza: ritratti, paesaggi, navigli e lavandaie, la villa e il giardino di famiglia in Brianza, la spiaggia di Alassio, Venezia. 
Le sue opere sono fino al 1890 legate al verismo e al luminismo lombardo, in seguito, come le marine, al postimpressionismo europeo. C'è chi ha intravisto nel suo tardo uso del colore, fatto scorrere sul filo delle sollecitazioni emotive e intime, un accenno espressionistico. 
Gola incanta perché trasmette la sua  emozione: " fidava solo nell'emozione: un'emozione tutta pittorica generata dalla diretta osservazione del vero", ricordava nel 1929 l'amico Gustavo Botta. E Mosè Bianchi al Gola: " Tu vedi il vero intiero".Questo catalogo della mostra realizzata a Palazzo Reale di Milano nel 1989 a cura di Raffaele De Grada, comprensiva di dipinti a olio, ad acquerello e pastelli, rimane oggi l'unica monografia disponibile del grande capostipite del tonalismo lombardo. 

Testi di R. De Grada, G. Mascherpa, N. Colombo, E. Gola jr

Rilegato, Numero Pagine:156 pagine  





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