Abbonamenti a Riviste Mensili, Periodici e Settimanali - Miabbono.com
Area clienti
Login

Ricordami su questo dispositivo
Password dimenticata? Non sei registrato? REGISTRATI ORA
Abbonamenti a Riviste Mensili, Periodici e Settimanali - Miabbono.com
menu

AREA CLIENTI
Ricordami su
questo dispositivo

  Password dimenticata? | Non sei registrato? REGISTRATI

IL CHIARISMO LOMBARDO

Scheda libro IL CHIARISMO LOMBARDO
zoom

Dopo circa sessant'anni dal manifestarsi di una tendenza che è stata definita "chiarismo", per iniziativa della Regione Lombardia e delle Province di Milano e di Mantova si è voluto con una doppia mostra del 1986 fare il punto su un "aspetto della pittura italiana e lombarda in particolare, che ha rappresentato oltre che un momento di resistenza all'arte ufficiale e al novecentismo imperante, una ventata d'arte europea in un periodo non certo tra i più fervido della nostra cultura", come hanno scritto nella presentazione gli Assessori alla Cultura dell'epoca. 
La reazione al Novecento dei pittori cosiddetti chiaristi era spontanea, non programmatica, anche perché il costituirsi in un movimento e la stesura di un manifesto non erano negli intenti né nell'indole degli artisti, che acquisirono piena consapevolezza di un comune orientamento espressivo grazie alla figura aggregante del giovane critico napoletano Edoardo Persico. Angelo Del Bon, Umberto Lilloni, Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis studiarono all' Accademia di Brera, dove riscoprirono l'Ottocento lombardo ( Piccio - Ranzoni - Gola), diplomandosi tra il 1922 e il 1926. Ad essi si unirono il più giovane Adriano di Spilimbergo e, pur nella diversa elaborazione del clima chiarista, Renato Birolli e Aligi Sassu, che in seguito confluirono in "Corrente". Persico li incoraggiava moralmente e culturalmente, e trasmetteva loro la passione per l'Ottocento francese e la Scuola di Parigi. Nello stile dei chiaristi entrarono anche altre suggestioni, derivanti dal primitivismo, dall'arte orientale, da Modigliani, dall'antica pittura lombarda, tanto che Raffaele De Grada, a proposito di certo De Rocchi, si chiedeva se "siamo andati avanti o indietro". Rispetto al classicismo novecentesco s'instaurava un rapporto empatico con la realtà, trasfigurata dalla propria soggettività in una dimensione lirica, onirica, con figure assorte e paesaggi essenziali, la cui immagine era risolta spesso direttamente nel colore. Alla riconquista del colore e della luce parteciparono altre realtà, soprattutto in Lombardia, e specialmente nel mantovano, in cui peraltro alcuni pittori che vivevano a Milano avevano radici famigliari e/o legami di amicizia e dove tornavano a lavorare negli anni '30 e '40. Erano artisti che si sostenevano e si stimolavano a vicenda, come documenta la seconda parte della rassegna, sui chiaristi dell' Alto Mantovano. In omaggio alle due anime del chiarismo la mostra si era svolta in due tempi, il primo a Palazzo Bagatti Valsecchi a Milano, il secondo nella Casa del Mantegna a Mantova.
I curatori della mostra e del catalogo - il pittore e critico Renzo Margonari e il poeta e critico Renzo Modesti - hanno avuto il merito di focalizzare l'attenzione su tutto il fenomeno del chiarismo, al quale in seguito gli studiosi hanno dato ulteriori contributi, e sul ruolo catalizzante del Persico.
Nel suo "Chiarismo Lombardo" ( 2000) Gian Piero Rabuffi ha scritto che Renzo Margonari e Renzo Modesti "da soli nella storia dell'arte italiana vollero, in qualche modo, consacrare e riproporre un movimento ricco di opere e di talenti, di cui si avevano solo notizie sparse e piuttosto frettolose , forse a causa della prematura morte del già citato Persico che ne fu il promotore, il teorico e, finché gli fu possibile, l'attento patrono". 

Renzo Margonari, Renzo Modesti

Numero Pagine:184    

Acquista subito

40,00
+ 3,00 spedizione
DAI UN GIUDIZIO