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Come curare il raffreddore nel neonato

Uno dei primi malanni con cui si confronta ogni famiglia con bebè è il raffreddore perché può essere causato da oltre 200 tipi di virus e si diffonde agevolmente con starnuti e colpi di tosse, ma anche in modo indiretto tra persone. Si stima che ogni anno i bambini in media abbiano 6-8 episodi di raffreddore, soprattutto durante la stagione invernale, quando a causa del freddo si soggiorna spesso in ambienti chiusi, dove è più facile il contagio. Il raffreddore è una delle più comuni infezioni delle prime vie respiratorie. Spesso è associato a mal di gola, occhi rossi e, talvolta, anche a febbre e tosse. Il raffreddore è sempre e solo di origine virale, ma può complicarsi con infezioni batteriche più gravi (come l’otite, la bronchite, la bronchiolite o la polmonite) e influisce su alimentazione e sonno del bambino che così diventa nervoso e irrequieto.

 

Il raffreddore è una malattia che guarisce spontaneamente nel giro di una settimana, quindi non occorrono farmaci, ma possono essere presi alcuni accorgimenti per alleviare il fastidio provocato dal raffreddore. Solo il medico è in grado di stabilire se è necessario assumere gli antibiotici perché magari è sopraggiunta un’infezione batterica oppure c’è una complicanza; diversamente gli antibiotici sono inutili in quanto attivi sui batteri e non sui virus.

Spray e gocce nasali ad azione vasocostrittrice sono vietati sotto i 12 anni per i possibili effetti collaterali. Gli spray a base di cortisone possono essere utili solo in caso di raffreddore dovuto ad allergia, mentre per il raffreddore causato da virus non solo non hanno alcun effetto. I mucolitici non hanno alcuna documentata efficacia sul raffreddore, in compenso possono causare effetti collaterali.

 

Cosa fare allora per migliorare la qualità di vita di un neonato con il raffreddore? L’arma migliore è la prevenzione, anche se fino a quando il sistema immunitario del bambino non migliorerà bisogna pensare soprattutto a gestire i sintomi più fastidiosi della malattia. Per prevenire è utile mantenere ben pulite le cavità nasali attraverso regolari irrigazioni nasali con soluzioni saline tiepide che permettono di eliminare il muco ed eventuali allergeni. Dopo il lavaggio giornaliero è bene far soffiare il naso per favorire il drenaggio del muco, una narice alla volta, così il muco non risale verso i condotti auricolari creando ovattamento e/o dolore. Con il freddo è consigliabile mettere la sciarpa davanti alla bocca e al naso perché l’aria fredda e inquinata è molto irritante per la mucosa respiratoria. È bene limitare l’uso del ciuccio perché il movimento di suzione causa la risalita delle secrezioni dal nasofaringe alle orecchie, aumentando la probabilità di avere otiti. Infine, il fumo passivo irrita la mucosa respiratoria e ne blocca i meccanismi di difesa e quindi non bisognerebbe mai fumare dove soggiornano i bambini perché l’arieggiamento dei locali non è sufficiente a eliminare il ristagno che impregna subito i tessuti.

 

Una volta che il raffreddore si manifesta, invece, occorre intensificare i lavaggi nasali programmandoli prima delle poppate e della notte, per dare al neonato la possibilità di respirare al meglio, da affiancare a eventuali areosol sempre di fisiologica, senza aggiunta di alcun farmaco. È utile anche mettere un cuscino sotto il materasso dalla parte della testa, per far defluire le secrezioni, così come umidificare almeno la stanza dove dorme il bambino, regolando il termostato perché non sia troppo calda. I neonati devono bere quando hanno il raffreddore: oltre al latte, acqua, camomilla non zuccherata, e per i più grandi tisane e spremute di frutta; pasti leggeri, perché tosse e starnuti possono favorire episodi di vomito. Nel caso in cui dopo una settimana, o dopo 2-3 giorni di febbre, i sintomi non scompaiano, è bene sentire il pediatra, così come se si notassero tracce di sangue o secrezioni purulente.

 

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