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Cammino di Santiago in inverno: consigli e accorgimenti da seguire

Camminare è una pratica che tutti svolgiamo ogni giorno; in epoche lontane era l’unico modo per spostarsi da un posto all’altro, ma oggi chiaramente non è più così. Alcuni percorsi, però, conservano un loro fascino e un significato particolari e continuano a essere frequentati da chi ama confrontarsi con le fatiche del cammino: sono i pellegrinaggi. Cari a molte religioni, segnano la possibilità di effettuare viaggi a ritmo lento, così da consentire al corpo e allo spirito di vivere un’esperienza che spinge alla meditazione e alla scoperta di sé.

 

Uno dei percorsi che ogni anno attira grandi numeri di pellegrini da tutto il mondo, è il Cammino di Santiago che conduce alla tomba di San Giacomo, nel nord della Spagna, in particolare nel capoluogo della Galizia, a Santiago de Compostela. Per giungervi ci sono diverse vie che attraversano la Spagna e la Francia, di varia lunghezza e difficoltà per il superamento di tratti montuosi, ma non è necessario compiere l’intero percorso, soprattutto se non si ha molto tempo a disposizione.

 

Il periodo dell’anno sicuramente meno frequentato è quello invernale: può essere una prova aggiuntiva per il pellegrino che cerca solitudine e una vera sfida con sé stesso, ma certamente bisogna considerare che occorre verificare che siano accessibili le strutture ricettive. Quello degli albergue, gli ostelli per i pellegrini, è il problema principale d’inverno quando ne restano aperti circa un quinto del totale, in particolare lungo il Cammino Francese che, quindi, è quello consigliato. In diversi casi non sono custoditi, quindi per entrare bisogna chiedere le chiavi a qualche persona in paese e non tutti hanno l’asciugatrice, molto utile se dovesse piovere, o il riscaldamento, mentre di domenica alcuni paesi non hanno esercizi commerciali aperti. Per tutti questi motivi e per evitare di trovarsi in difficoltà, occorre programmare con grande cura il cammino invernale.

 

Alcuni pellegrini raccontano di non aver incontrato nessuno lungo tutto il percorso: per ottenere la Compostela occorre documentare almeno 100 km percorsi a piedi e quindi l’effetto della solitudine può essere molto forte. Non per niente i tre consigli per i pellegrini più duri che scelgono questa stagione iniziano proprio da questo sentimento: “preparati alla solitudine, assicurati di avere sempre un cambio di vestiti asciutti nello zaino, fermati prima che arrivi il buio, portati qualcosa da leggere per combattere la noia”. È importante l’equipaggiamento che si conserva nello zaino che non deve essere troppo pensate per la propria corporatura e forza fisica, ma deve contenere alcuni indumenti indispensabili, come t-shirt e pantaloni tecnici che si asciugano rapidamente, micropile caldi, calzamaglia per dormire, calze aderenti da indossare sotto i calzettoni per evitare vesciche, giacca e pantaloni antivento, cappello e guanti di lana, foulard per il vento. Indispensabile ricordarsi la crema per il sole che protegge anche dal vento e dal freddo che spacca la pelle, e i propri medicinali.

Per avventurarsi verso Santiago occorre aver studiato i percorsi e le tappe giornaliere, ma anche essere flessibili per affrontare gli imprevisti.

 

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