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Tutti gli effetti dell’amore sul nostro cervello: cosa succede quando ci innamoriamo?

Molti detti popolari ricordano che l’amore è cieco, all’amore non si comanda e il primo amore non si scorda mai. In tutti c’è un fondo di verità e ciascuno vive le emozioni dell’innamoramento in un modo particolare, facendosi cullare dall’euforia o controllando mille timori e insicurezze. Di sicuro a ogni età l’amore è capace di suscitare pensieri e azioni che richiedono grande energia perché ci si sente padroni del mondo, in grado di superare qualsiasi ostacolo.

La scienza da tempo cerca di comprendere meglio cosa si scatena in ogni persona colpita dalla freccia di cupido: una rivista di psicologia offre dati e approfondimenti per capire questo stato di grazia e tutte le sue conseguenze.

 

Provando a curiosare tra gli articoli delle più note testate, ad esempio, scopriamo che l'ossitocina, un ormone prodotto dall'ipotalamo ribattezzata “l’ormone dell’amore”, gioca un ruolo chiave nelle interazioni sociali, ma ha effetti simili a quelli di un accentuato consumo di alcol. L’ossitocina aumenta la fiducia in noi stessi insieme alle capacità interpersonali, però rende anche sfrontati, un po’ aggressivi e suscettibili, proprio come dopo una bevuta eccessiva.

 

Altri studi hanno dimostrato che anche se non ne abbiamo la percezione, ci innamoriamo seguendo non tanto il cuore, quanto il cervello e alcune reazioni tra neuroni che scatenano meccanismo chimici. La sensazione di avere la testa tra le nuvole e di sentire le farfalle nello stomaco, dipendono dalla massiccia produzione di feromoni, che fanno anche sudare e arrossire, e ormoni come adrenalina e noradrenalina che accelerano il battito cardiaco e ci fanno sentire bene vicino alla persona da cui siamo attratti.

 

Quando subentra l’amore, vengono prodotti altri ormoni nel cervello, fra cui la feniletilammina che è un’anfetamina naturale con effetti stimolanti ed eccitanti, che alterano le nostre percezioni, mostrandoci il partner perfetto e senza difetti: si può davvero dire che l’amore è come una droga e che siamo dipendenti dall’essere amati.  E per finire compare l’ossitocina che rende più affettuosi e ci permette di esprimere i nostri sentimenti tramite baci e carezze. Quando l’ossitocina viene immagazzinata nell’ipofisi in grandi quantità, proviamo un desiderio maggiore di stare al fianco della persona amata. Le reazioni chimiche legate all’innamoramento possono continuare a presentarsi fino a 5 anni di relazione, ma poi il corpo e la mente si abituano a questa droga che, quindi, non sortisce l’effetto iniziale.

 

State pensando alla fine di ogni relazione? Niente affatto. A questo punto interviene un altro ormone: la vasopressina, messa in relazione alla monogamia e ai legami affettivi. La passione iniziale è diminuita, ma si manifesta qualcosa di reale e duraturo. Da questo momento, il cervello non produce più ormoni, ma ci permette di comprendere l’altro e di pensare all’unisono alle migliori soluzioni per una relazione che possa durare per sempre.

 

Rimane sempre molto da scoprire e sono in corso altre ricerche: ad esempio una di cui sono stati annunciati gli obiettivi riguarda le motivazioni che spingono persone dello stesso ceto sociale, con canoni di bellezza simili e un grado di intelligenza analogo, a essere attratte o meno. Anche se statisticamente queste caratteristiche si ripetono in molte coppie, non ci si innamora di tutti, ma solo di una persona. E allora, bisogna continuare a leggere la propria rivista di psicologia preferita per scoprire tutto sull’amore ed essere pronti a fare tesoro di queste conoscenze.

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