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Oggi č il World Tennis Day: ecco 7 curiositą che non conosci su questo sport

Il 6 marzo è il World Tennis Day, secondo quanto stabilito dall’ITF (International Tennis Federation), e anche se non ci sono grandi celebrazioni, è un momento per pensare ad alcune stranezze di questo sport molto amato nel mondo, e anche molto remunerativo per i più famosi campioni.

 

È un gioco individuale che si può giocare anche a coppie e ha un circuito di grandi tornei che richiamano molti tifosi e grandi ammiratori che seguono in tv le partite. Spesso si inizia a giocare da bambini o adolescenti perché è uno sport considerato asimmetrico, ma crea immediatamente uno spirito di grande competitività.

 

Ci sono degli aspetti che incuriosiscono sempre chi si avvicina al tennis e abbiamo pensato di offrire uno specchietto per rispondere alle curiosità più frequenti: guardate se trovate la vostra, altrimenti dovrete scoprire di più sul tennis italiano con una rivista, e troverete ulteriori approfondimenti!

  1. Perché i punti si contano a partire dal 15? Il modo di conteggiare i punti nel tennis risale probabilmente al Medioevo, cioè ai giochi da cui presumibilmente deriva il tennis stesso che potrebbero essere la Pallacorda e il Jeu de paume che si giocava con le mani. Una possibile spiegazione del conteggio dei punti è quella delle “cacce”, segni che venivano fatti sul campo da gioco ogni volta che la palla si fermava: quindici cacce formavano un punto, per cui il primo punto era quindici, il secondo trenta e così via. Secondo un’altra teoria è probabile che nel Medioevo fossero in palio delle monete per ogni giocata: il primo e il secondo punto valevano quindici centesimi, il terzo invece dieci.
  2. Perché la parola “love” indica lo zero nel punteggio? Ci sono diversi punti di vista e molti credono che sia a causa del termine francese che sta ad indicare l’uovo, “l’oeuf”, alimento che nella forma ricorda uno zero.
  3. Perché la parola “deuce” indica un pareggio? La parola “deuce” non indica la situazione di pareggio, ma significa due, cioè il numero di punti che il tennista ha bisogno di mettere a segno per aggiudicarsi il game.
  4. Perché le palline sono gialle? In realtà sono di un colore specifico che si chiama hi-vis yellow (“giallo ad alta visibilità”), voluta dagli organizzatori dei maggiori tornei al mondo in virtù della sua perfetta visibilità, che rende la pallina visibile anche a chi guarda le partite in televisione.
  5. Perché le palline sono pelose? La peluria sulla superficie delle palline permette un miglior controllo del colpo, aumentando l’attrito della palla stesse sulle corde, consentendo al giocatore di imprimere l’effetto desiderato al colpo.
    1. 6.       Di chi è il servizio più veloce? 

Il servizio più veloce registrato appartiene a Samuel Groth, tennista australiano conosciuto soprattutto per la grande potenza dei colpi. Detiene tutt’ora il record per il servizio più veloce della storia conseguito durante il Challenger di Busan nel 2012 quando servì una prima alla incredibile velocità di 163.4 miglia (equivalenti a poco meno di 263 Km/h). Chissà cosa ci riserverà il futuro, ma scopriremo i nuovi record sulla nostra rivista tennis del cuore.

  1. Qual è la durata della partita più lunga fino ad oggi disputata? In un match normalmente la pallina è in gioco per un quarto del tempo effettivo: la maggior parte di un incontro è costituito di preparazione al servizio e pause di gioco, mentre il gioco vero e proprio ricopre meno del 20% dell’intero incontro. Pur con questa considerazione, il record per il match più lungo se lo aggiudicano il francese Nicolas Mahut e lo statunitense John Isner che durante l’edizione di Wimbledon del 2010 giocarono per ben 11 ore e 5 minuti.

 

Scopri di più nella rivista Il Tennis Italiano.

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