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Gli imperdibili itinerari da fare in camper in primavera

Quando le giornate si allungano e l’aria diventa mite e luminosa, l’istinto di chi ama la vita all’aria aperta è quello di iniziare a programmare gite e tempo libero in modo da godere al massimo della bella stagione. È il momento in cui gli articoli e i numeri delle riviste viaggi archiviati nel tempo diventano materia di confronto con i compagni d’avventura, per scegliere le diverse mete secondo il calendario delle festività. Quest’anno la primavera prevede tanti possibili ponti e quindi i camperisti avranno modo di divertirsi, scegliendo itinerari di varia lunghezza.

Proviamo a suggerire qualche destinazione un po’ fuori dal comune, come quelle che suggerisce Plein Air ai suoi lettori, così che possiate accendere i motori e partire subito.

 

Per sfruttare la bassa stagione godendo di un clima piacevole, il Parco Naturale del Pollino, a cavallo tra Basilicata e Calabria, potrebbe essere un ambiente da visitare in tutta la sua estensione e secondo le varie possibilità che offre, magari meno facili da apprezzare con il caldo e tanta gente intorno.

Il Parco del Pollino vanta nel suo territorio la peculiarità unica della presenza di due massicci contigui: il Pollino e l’Orsomarso, ed è un vero e proprio giardino botanico naturale. La flora qui è particolarmente rigogliosa: sono state ufficialmente censite circa 1700 specie di cui 366 sono piante officinali. L’abbondanza di vegetazione ha favorito il pascolo delle greggi e quindi la produzione di prodotti caseari locali tipici. Nel Parco ci sono anche centri storici ricchi di tradizione artigianale. Tra le tipiche prelibatezze di queste terre citiamo: il pane di Cerchiara, il peperone di Senise e la melanzana rossa di Rotonda. Anche la pasta ha una sua particolarità: il mischiglio si ottiene con una farina mista, composta da semola di grano duro, orzo, ceci, fave e avena. È possibile praticare anche alcune discipline all’aria aperta come il canyoning, il rafting e l’arrampicata sportiva.

 

Se amate particolarmente lo sport, potete prendere in considerazione una vacanza cicloturistica alla scoperta delle bellezze del delta ferrarese del Po. Il vantaggio del luogo è che è interamente pianeggiante e quindi può servire come allenamento per imprese più impegnative future.

In questa zona ci sono anche luoghi di interesse storico, come per esempio Torre dell’Abate, sicuramente la struttura idraulica più interessante di tutto il Delta del Po, costruita nel 1569 durante la Grande Bonificazione Estense per favorire il deflusso a mare delle acque provenienti dall’alto ferrarese. Opera di ingegneria idraulica all’avanguardia per il tempo, era dotata di porte vinciane.

 

A Mesola, invece, si erge il Castello Estense, esempio di architettura fortificata edificato all’interno di una vasta riserva naturale e adibito a residenza estiva e di caccia. Nelle vicinanze si trova Goro, piccolo borgo marinaro conosciuto per la coltivazione delle Vongole veraci. Imperdibile una visita all’Abbazia di Pomposa, considerata uno dei più importanti edifici romanici italiani. Fu fondata dai Benedettini prima del IX secolo, su un'"isola" chiusa tra il mare e il Po e conobbe periodi di grande splendore, soprattutto nei secoli successivi al Mille. Chi preferisce la natura, non mancherà di visitare “lo smeraldo dell'Adriatico", così veniva chiamato nel Rinascimento il Boscone della Mesola, ciò che rimane di una grande foresta che copriva il litorale e parte della Bassa Padana sino ad un migliaio di anni fa. La flora è ricchissima: si contano oltre quattrocento specie arboree e arbustive. La fauna si qualifica per la presenza del "cervo della Mesola", unica specie autoctona e protetta dell’Italia peninsulare, del daino e di miriadi d'uccelli, anche notturni.

 

Chi preferisce i mercatini e rimpiange il Natale per questa caratteristica, può valutare una visita ai mercatini pasquali della Foresta Nera.

Sebbene sia a maggioranza luterana, il Baden Württemberg non dimentica la Pasqua, anche se la interpreta come i popoli del nord Europa con un carattere più pagano, quasi un festeggiamento per l’arrivo della primavera. In questo periodo si addobbano le case, le finestre vengono decorate con coniglietti, uova e altri motivi e, soprattutto, hanno luogo i mercatini pasquali. Il percorso suggerito può iniziare da Engem, cittadina situata nel centro della regione vulcanica dell’Hegau. Il suo centro storico, ricco di atmosfera romantica, attrae ogni anno migliaia di turisti che rimangono incantati di fronte alle case perfettamente restaurate, alle numerose fontane e ai tromp-l’oeil delle case della piazza del mercato. Il mercato pasquale si svolge nella storica Marktplatz: sulle bancarelle si trova un po’ di tutto, dalle ceramiche alle decorazioni pasquali, sia per la casa che per il giardino. Engen si trova a pochi chilometri dal lago di Costanza e dai coni vulcanici dell’Hegau. Altra cittadina imperdibile è Haslach im Kinzigtal, posta sulla strada tedesca delle case a graticcio. Da visitare il memoriale dedicato ai 1700 prigionieri di tre campi di concentramento nazisti che furono avviati ai lavori forzati dentro le gallerie della miniera di argento, dove appaltatori del ministero della guerra avevano trasportato le loro fabbriche per proteggerle dai raid aerei degli alleati. Il mercato pasquale di Haslach si tiene nella piazza del mercato il sabato prima della Domenica delle Palme ed è dedicato ai prodotti della fattoria.

Dornstetten è nel cuore della Foresta Nera, nelle vicinanze del complesso monastico di Alpirsbach, fondato nel 1095 come abbazia benedettina. Benché l’abbazia sia oramai abbandonata, il luogo merita ancora una piccola deviazione per visitarlo. Di particolare interesse la birreria aperta dai monaci e ancora oggi in attività. Sono circa centoventi le bancarelle che animano il mercato pasquale che si tiene puntualmente ogni anno il Lunedì dell’Angelo. Venditori provenienti da tutta la Germania offrono in vendita i loro prodotti nella bellissima piazza pavimentata a cubetti di pietra rossa su cui trovano ospitalità numerosi locali.

 

Segue Neubulach, il primo insediamento umano della zona, databile intorno al 700 a.C. Nel 1100 la nobiltà tedesca del Pfalzgrafen di Tübingen iniziò lo sfruttamento di una miniera di argento che durò, tra alterne fortune, sino al 1920 quando la miniera venne definitivamente chiusa. Tuttavia, la sua trasformazione in luogo di cura per le malattie respiratorie ha aperto nuove prospettive per Neubulach, sia nel campo terapeutico che turistico. Il centro storico è piuttosto ricco di complessi architettonici e di fascino e si può visitare la miniera dove è possibile effettuare terapie respiratorie.

 

Noi ci fermiamo, ma ogni camperista potrà proseguire come desidera, con la libertà che il mezzo consente e i suggerimenti che un abbonamento a Plein Air offre in abbondanza.

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