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Gli artisti Jazz che hanno fatto la storia

Il jazz non è il genere più popolare di musica perché si basa su ritmi imprevedibili, su una grande improvvisazione e i suoi accordi risultano a volte dissonanti all’orecchio più inesperto. Anche per i musicisti il jazz è difficile perché richiede capacità tecniche e artistiche superiori alla media nell’esecuzione dei pezzi, molti dei quali sono stati resi celebri da mostri sacri, noti in tutto il mondo anche a chi non ama il genere. Per questo motivo il jazz è considerato un genere musicale per intenditori, ma sicuramente i suoi seguaci sono davvero moltissimi.

 

Sfogliando un jazz magazine qualsiasi si scopre che il genere ha origine a cavallo tra il 19° e il 20° secolo negli Stati Uniti nelle piantagioni del Sud dove accompagnava il lavoro degli schiavi. La nascita vera e propria del jazz avvenne a New Orleans a inizi ‘900: ne è considerato padre Buddy Bolden che qui suonava nel 1904. La città multietnica e multiculturale diede i natali agli artisti jazz più famosi che si spostarono verso gli stati del Nord: molti si stabilirono a Chicago, dove artisti del calibro di Sidney Bechet e Louis Armstrong, divennero presto famosi, conquistando tutto il mondo. Louis Armstrong (1901-1971) è il vero padre fondatore del jazz, perché lo ha trasformato da musica di derivazione popolare a profonda espressione artistica. Trombettista, uomo-spettacolo, grande cantante, Armstrong seppe emergere dai miserabili bassifondi di New Orleans al ruolo di ambasciatore della cultura statunitense nel mondo. Anche se i suoi brani più conosciuti sono quelli dell’ultima fase della sua carriera, i capolavori del jazz risalgono alla giovinezza.

 

Negli anni Trenta si affermarono diverse orchestre e il jazz visse un nuovo periodo d’oro grazie al musicista ebreo Benny Goodman che lo rese un genere ballabile, cambiandone i tempi, facendo sbocciare lo stile swing, molto in voga fino agli anni Quaranta.

 

Negli anni Cinquanta le orchestre in cerca di fama si spostarono verso New York, verso Broadway e gli altri teatri, e da lì il jazz divenne popolare in tutti gli strati della popolazione con il genere conosciuto come bepop. Ne furono esponenti grandi artisti come Miles Davis e John Coltrane. Quest’ultimo nel 1960 fondò un quartetto con cui sviluppò un jazz al tempo stesso aggressivo e spirituale, che ebbe enorme influenza su tutta la musica del periodo, dal rock ai compositori contemporanei, ma soprattutto sugli sviluppi del jazz. Miles Davis e la sua tromba espressero nel secondo dopoguerra una musica fragile, sofferta, offrendo al contempo un suono purissimo e inconfondibile.

 

In questi anni sorse anche la stella di Ray Charles, pianista cieco di innato talento.

Durante tutto questo periodo si svolse anche l’attività del celebre Duke Ellington (1899-1974), attivo dalla metà degli anni Venti alla metà dei Settanta, grazie a una vena personale molto creativa che gli ha permesso sempre di rielaborare le diverse stagioni stilistiche. È stato un grande autore e pianista, ma anche un grande coordinatore di orchestre e questo gli ha permesso di affrontare ogni forma musicale, dalla canzone al concerto sacro.

 

In seguito il genere si scompose in correnti come il free jazz, basato completamente sull’improvvisazione e il superamento di qualsiasi tipo di melodia, il rhythm and blues e il soul jazz. Tutti questi stili trovano spazio in “Musica jazz”, rivista che propone in ogni numero un cd per accostarsi al genere e goderne il meglio. Naturalmente la storia del Jazz annovera molti altri nomi e varianti che lasciamo al vostro gusto o estro del momento rintracciare e ascoltare.

 

Scopri di più su Musica Jazz, rivista autorevole del jazz in Italia e in Europa.

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