Jerry Lewis. Il corpo pop dell’inconscio americano di Matteo Pollone
Jerry Lewis (1926-2017) è stato uno dei più grandi attori comici della storia del cinema. Erede della tradizione del vaudeville e del cinema muto, si affaccia sulla scena americana (inizialmente in coppia con Dean Martin) alla fine degli anni Quaranta, adattandosi a contesti e forme espressive diverse: Jerry Lewis è un entertainer nei night club, uno showman televisivo, un attore cinematografico, un fumetto, occasionalmente un crooner. Dal 1960 è anche regista: i suoi film sono raffinatissime riflessioni teoriche sul comico e, più in generale, sul cinema, ma anche complesse macchine spettacolari con le quali si dimostra capace di contribuire all’avanzamento tecnologico della Settima Arte. Clown fuori controllo sulla scena, interprete di personaggi bloccati psicologicamente nella fanciullezza, Lewis ha dato corpo a una critica all’America di plastica degli anni Cinquanta e Sessanta, solo apparentemente rassicurante e felice. Come Charlie Chaplin, ha saputo guardare con lucidità al suo tempo, come Stan Laurel ha saputo dare una forma sublime alla catastrofe. Amato dai registi della Nouvelle Vague, imparentato con la Pop Art, capace di astrazione assoluta (specialmente nelle ultime regie), è ricordato anche per le collaborazioni con autori del calibro di Martin Scorsese o Emir Kusturica.
AUTORE: Matteo Pollone EDITORE: Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo NUMERO PAGINE: 208
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Jerry Lewis (1926-2017) è stato uno dei più grandi attori comici della storia del cinema. Erede della tradizione del vaudeville e del cinema muto, si affaccia sulla scena americana (inizialmente in coppia con Dean Martin) alla fine degli anni Quaranta, adattandosi a contesti e forme espressive diverse: Jerry Lewis è un entertainer nei night club, uno showman televisivo, un attore cinematografico, un fumetto, occasionalmente un crooner. Dal 1960 è anche regista: i suoi film sono raffinatissime riflessioni teoriche sul comico e, più in generale, sul cinema, ma anche complesse macchine spettacolari con le quali si dimostra capace di contribuire all’avanzamento tecnologico della Settima Arte. Clown fuori controllo sulla scena, interprete di personaggi bloccati psicologicamente nella fanciullezza, Lewis ha dato corpo a una critica all’America di plastica degli anni Cinquanta e Sessanta, solo apparentemente rassicurante e felice. Come Charlie Chaplin, ha saputo guardare con lucidità al suo tempo, come Stan Laurel ha saputo dare una forma sublime alla catastrofe. Amato dai registi della Nouvelle Vague, imparentato con la Pop Art, capace di astrazione assoluta (specialmente nelle ultime regie), è ricordato anche per le collaborazioni con autori del calibro di Martin Scorsese o Emir Kusturica.
AUTORE: Matteo Pollone EDITORE: Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo NUMERO PAGINE: 208
Jerry Lewis. Il corpo pop dell’inconscio americano recensione
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