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Tutto ruota attorno al tempo ed è il tempo l'unico vero lusso dell'uomo di oggi. 

Il lettore di Arbiter non è un semplice amante del lusso, ma una persona che ha scelto la strada della raffinatezza, è un uomo di charme anche extravagante che sa uscire dagli schemi. Arbiter gioca sul tempo maschile con servizi dedicati al modo di trascorrere in modo raffinato ogni occasione: dai viaggi all'arte del bere e del mangiare; del piacere di vestirsi a quello di camminare con le calzature più adatte; dalla guida dell'auto e della moto al gioco del golf; dalla nautica all'equitazione, con attenzione agli eventi artistici e culturali di rilievo.
Numerosi gli inserti allegati, come il ricercato "Bleu e Mestieri d'Arte".
Arbiter si rivolge a un pubblico raffinato che sa apprezzare il bello, la qualità e l'esclusività.
Arbiter
 è un periodico di nicchia, punto di riferimento  per gli uomini di  buon gusto. 
EDITORIALE. (di Franz Botré) 

Entrando in una delle stanze più amate del mio ego, il box, oltre alla Audi 4 Avant, verso il fondo, nella penombra, si possono intuire due parallelepipedi orizzontali, posti uno di fronte all’altro. Sono i due armadi che contengono gli oggetti, le reliquie e gli indumenti delle mie passioni, della mia storia. In quello di sinistra, tutto ciò che riguarda il driving, le corse. Guanti ignifughi, sottocaschi, caschi (negli anni, sempre con le stesse livree, vale dire repliche di quella di FranÇois Cévert), scarpe da guida, tute di varie cromie, il tutto omologato per le competizioni in kart e in automobile. In quello di destra, tutto ciò che riguarda il diving. Aprendolo, è come entrare in un museo. Si può osservare, toccare e percepire dal vivo l’evoluzione della tecnologia subacquea degli ultimi 45 anni. Scorrendo ometto dopo ometto puoi toccare con mano le mute: dalla gloriosa Pirelli (chissà perché non tornano a produrle oggi, in vari colori sgargianti) alla Cressi 3 millimetri, alla fantastica Technisub del 1978, salopette e corpetto in gomma martellata, foderata in neoprene, 7 millimetri di spessore (1,4 centimetri al torace), ottima per le immersioni in profondità, in acque invernali, nei laghi. Una muta che usavo 20 chili fa, e che oggi usa ancora mio figlio per le immersioni primaverili. Pensate alla qualità che manifesta questo prodotto dopo 40 anni! Immancabili, ormai da trent’anni, le collaudatissime Scubapro da 1 millimetro o da 3, corte o intere. Ci sono mute che oggi quando le indossi dopo due, tre anni di immersioni si disintegrano, ti rimangono tra le mani pezzi interi di manica, di pantalone, come se fossero fatte di carta straccia. Scorrendo, nell’armadio puoi trovare un vecchio Aro (autorespiratore a ossigeno) dei Comsubin che usavo nel 1975, o il Sanosub C96 di mio figlio Alessandro, una «ciambella» Fenzy con il relativo bombolino, un Gav fine anni 70 con la frusta collegata alla bombola o uno dei primissimi octopus montato sul primo stadio della bombola...  





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